martedì 23 settembre 2014

Carlo Brenna


Carlo Brenna



Pittore – Opere – Quadri – Quotazione – Quotazioni – Quotes – Quote – Casa Museo – Francesco – Cristina
CARLO BRENNA    e’ artista milanese, pittore  e  scultore di espressione metafisico surreale. Nato a Milano   il  11/2/1935  ed è Milano la città della sua formazione artistica.

Dopo il liceo artistico , frequenta l’Accademia di belle arti di Brera  ed in seguito conferisce il diploma di perito  grafico all’Umanitaria  di Milano. 

Terminati gli studi si e’ dedicato completamente al  mondo dell’arte , utilizzando prevalentemente la tecnica dell’affresco  per dare forma al suo linguaggio pittorico.

Dal 1970 dedica la sua opera all’affresco, appunto, ed alla scultura. Le sue opere sono esposte in numerose  galleria italiane ed europee .

In questi  anni ha allestito e partecipato a  numerosissime  collettive ed importanti personali in Italia ed all’estero , riscuotendo ottimi successi.  Sue opere si trovano in importanti collezioni pubbliche e private .

Tra le pubbliche,  si segnala  il Museo a cielo aperto ad Etroubles /Aosta  “A Etroubles avant toi sont passeé...,.),  via crucis  a Margno /Lecco- affresco a Villa Prati Bertinoro-FORLI-  Palazzo della regione Lombardia  MILANO

L’artista, come lui stesso precisa, svolge una pittura di ricerca , ricerca del pensiero   in  particolare,  giacchè   quando  vede o pensa una persona,cerca , attraverso la mente, di ridurla in forma. La particolare tecnica dell’affresco, la sua preferita, ha portato ad essere definito “ un rinascimentale alla corte dei tempi  nuovi “.

Un esempio di tale tecnica, si può osservare nell’affresco, realizzato negli anni  80 a Villa Prati, Bertinoro-Forli’ , in occasione dell’evento ESTATE A VILLA PRATI  1980 .

Gli ambienti che contengono le figure , di conseguenza, lasciano trasparire un’aria luminosa  che rinvia a  ricordi lontani , depositati come archetipi , nelle vigili coscienze  degli osservatori.

La poetica di questo artista è il filtro stesso  col quale interpreta personaggi  ed ambienti. Uno sforzo teso e drammatico per  avvicinarsi sempre di più al mistero  dell’essere delle cose, dell’esistenza. Tra l’artista e le sue produzioni, c’è quindi una mediazione sofferta , data dalla costante ricerca della forma.

Il pensiero si fa affresco e colore  e come per magia dialettica l’affresco diventa pensiero , riferimento a ciò che e’ dato all’uomo una volta per tutte , come i tre mondi del reale, dell’inconscio  e dei  nostri  sogni.

L’affresco diventa  un rito, religione stessa dell’uomo-artista , posto davanti al dramma dell’esistenza.

Due sentieri, per  l’artista Carlo Brenna, per soddisfare il desiderio e la sua esigenza di assoluto . Quello della immaginazione e quello dell’amore.
Nel frattempo un turbinio estetico senza tregua  nel riproporre quel suo  particolare  leit motiv:  LA DONNA.  


La donna in tutta la sua metafisicità, con tutte le sue molteplici   sfaccettature . La donna, simbolo dell’amore inserita in un più ampio contesto  di una società  che le appartiene, di  una architettura  che e’ sua, nella dolce tavolozza dei sentimenti  che ne sono la veste più appropriata  del suo esistere. 


E’così che Carlo Brenna concepisce il suo modo di fare arte . Con tutta l’autonomia dell’artista  sulla tela, nasce l’affresco di una sua nuova era interiore.
Non e’ sufficiente parlare di  fatto estetico o di carisma , poiché  la legittimazione  del lavoro di questo artista, sta proprio  nella virtù del suo linguaggio .
 

Ogni soggetto  d’ogni sua opera, ci propone dei simboli, dei simboli, delle chiavi d’accesso al suo mondo interiore.  Decifrare tutto questo, significa  comprendere ogni sentimento  e compiere quel passo in più per varcare la soglia  della fantasia-realtà  e della realtà-fantasia.

Carlo Brenna e’ un artista dei nostri tempi ma presenta  molte affinità  con gli artisti del Rinascimento , come ad esempio Piero della Francesca  e Leonardo ,  persino Masaccio.  
Dove si vede l’influsso di tali  autori ? 


Nella pittura antropocentrica ( l’essere umano al centro del quadro, basti pensare alla ritrattistica ), nella prospettiva 8 con il conseguente recupero  e valorizzazione dello spazio , che l’arte gotica aveva dimenticato , trascurato), nella tecnica dell’affresco , nella plasticità  delle figure , nell’ambiguità dei soggetti , nel ritorno all’essenziale.

Importante elemento della pittura di Brenna  e’ la prospettiva , che vede i natali nel  Rinascimento ma che al contempo dice qualcosa di profondamente contemporaneo. Cosa comporta, infatti, i’introduzione della prospettiva nell’opera d’arte?  


La prospettiva manifesta la soggettivizzazione degli  oggetti  e l’oggettivizzazione  del soggetto. 
La prospettiva, significa la distanza  tra il soggetto ( tra noi )  e le cose ( questo e’ addirittura un elemento  post-moderno che sottolinea l’estrema attualità del Rinascimento) , ma allo stesso tempo ci parla  un mondo che si palesa , che si rivela, che si lascia  rappresentare  a partire da un soggetto  ( da noi) . Il soggetto (e noi) diventiamo un punti di vista  conoscitivo  e fondativo  di un mondo,

Il lato rinascimentale di Carlo Brenna si nota anche  nella volumetria delle sue figure, figure, esclusivamente femminili .
Chi sono le donne di Carlo ? 


Sono irripetibili individualità  destinata a definire la loro breve esistenza nel quadro, perché Carlo Brenna muore e nasce, cioè rinasce  nelle sue donne, che di volta in volta possono essere  la donna guerriera/amazzone con lo scudo, la donna sensuale, la testimone velata ,la donna con l’elmo( custode dell’artista e del suo mistero), la donna segno di mistero  che parte dal fisico , dalla carne per andare  al di là del fisico. 


Da qui il lato religioso delle pitture  dell’artista , religione della carne ma che, dalla carne, prende paradossalmente le distanze.
Anche questa caratteristica e’ pienamente rinascimentale , infatti, a differenza di quella medioevale , parte dalla carne per arrivare al soprannaturale, a ciò che carnale non è.
Osserviamo, inoltre che i soggetti di Carlo Brenna  non tradiscono emozioni,  come certi personaggi  leonardeschi.  


Perché ? Perché le emozioni sono tutte di Carlo, mentre dipinge.
L’artista infatti assorbe tutto, fa unità con i suoi soggetti, diventa egli stesso ciò che dipinge. L’artista vibra nelle sue opere , è egli stesso una vibrazione di luce, di colore.




Le Opere

Composizione - Affresco

Casa Museo Francesco Cristina


Giorgio De Chirico , Mario Sironi Lucio Fontana Mario Tozzi , Piero Manzoni  Sante Monachesi , Angelo Del Bon , Amedeo Modigliani , Salvador Dalì , Gianni Bertini , Aldo Carpi , Mario Bionda , Antonio Bueno , Ernesto Treccani , Arnaldo Pomodoro , Marco Lodola , Ugo Nespolo , Bruno Landi , Pino Ponti , Vittorio Maria Di Carlo , Giorgio Albertini , Bernard Aubertin , Salvador Aulestia , Ercole Pignatelli , Francesco Fedeli , Giosetta Fioroni , Franco Angeli , Max Kuatty , Mario Schifano , Giuseppe Ajmone , Remo Brindisi , Antonio De Totero , Carlo Brenna , Vanessa Beecroft , Gino Brogi , Pietro Annigoni , Pablo Picasso , Andy Warhol , Antonio Mancini , Antonio Nunziante ,Enrico Baj , Filippo De Pisis , Marcello Scuffi , Ludovic Rodo Pissarro


















































































Un'opera che invita a essere osservata con calma, perché il suo linguaggio è più simbolico che narrativo.
La prima impressione è quella di uno spazio metafisico, che richiama la pittura italiana del Novecento, in particolare l'atmosfera di Giorgio de Chirico: architetture sospese, prospettiva rigorosa, piazze silenziose e figure umane ridotte all'essenziale. Tuttavia, l'opera non appare come una semplice imitazione: ha una propria identità.
La composizione è molto equilibrata. La grande cupola centrale domina la scena e diventa il fulcro visivo, mentre le colonne, gli archi e il tempietto classico guidano l'occhio lungo un percorso ordinato. Le linee prospettiche della pavimentazione accentuano il senso di profondità e conducono verso l'apertura sullo sfondo, quasi a suggerire un cammino.
Le figure femminili sono particolarmente interessanti. Sono prive di volto e di dettagli individuali, assumendo così un valore universale: sembrano incarnare la memoria, la maternità, la bellezza o la presenza femminile come idea più che come persona. La grande scultura sulla destra, immobile e monumentale, rafforza questa sensazione di eternità.
La tavolozza è delicata: azzurri, ocra, beige e grigi dialogano senza contrasti violenti. Questa scelta cromatica crea un'atmosfera contemplativa, quasi fuori dal tempo.
Il titolo, "Dove la mia vita s'empí del tuo aroma", aggiunge una chiave di lettura poetica. L'"aroma" non sembra riferirsi a un profumo reale, ma al ricordo di una persona amata che continua a permeare lo spazio e la memoria. Le architetture possono essere viste come luoghi interiori, mentre le figure femminili rappresentano una presenza che il tempo non riesce a cancellare.
Se dovessi indicare ciò che mi colpisce maggiormente, direi la capacità dell'opera di evocare silenzio, nostalgia e spiritualità senza ricorrere a gesti drammatici. È un dipinto che non cerca di impressionare con effetti spettacolari, ma costruisce lentamente un dialogo con l'osservatore.
Nel complesso, lo considero un lavoro riuscito, soprattutto per la coerenza tra titolo, composizione e atmosfera. È uno di quei quadri che sembrano raccontare più una condizione dell'anima che un luogo reale, lasciando spazio all'interpretazione personale di chi lo osserva.


Francesco Rositani Zotton  +  AI